Il sito www.modalitàpost.it aspira ad essere un archivio vivo, in continuo aggiornamento, un’ opportunità in più per creare relazioni, e dare così una versione il più possibile obbiettiva dei fatti urbani, offrendo a tutti gli attori coinvolti la possibilità di collaborare alla redazione di una mappa. 

Oggi, nuove “pratiche vitali” scandiscono il territorio urbano contemporaneo, attraverso diverse forme di riappropriazione dello “spazio urbano” . Queste dinamiche operano una riscrittura temporanea dello spazio urbano che investono. E’ una riscrittura che non si compie necessariamente nello spazio pubblico tradizionale, ma spesso in uno spazio virtuale, portavoce delle dissidenze, delle emozioni, degli usi alternativi degli spazi. 

Perchè Modalità POST.IT

E ‘un “segno che spuntano” i cittadini, primi fruitori di questi spazi principalmente come espressione di nuovi tipi di conflitto e di resistenza, oppure come semplice espressione delle proprie pulsioni, sensazioni o tracce da dover lasciare sul territorio.  

Una nuova modalità di interazione con lo spazio, Un nuovo modo di “dire la sua”, di stabilire nuove geografie con la città, nuove relazioni pulsanti, nuove forme di  autogoverno del territorio. 

La mappa è il luogo dove inizialmente esprimere se stessi, un simbolo, uno spillo, un segnaposto, una traccia, tutti sintomi, individuali o collettivi di manifestazione di bisogni, desideri per una città più viva, più propensa e vicina al cittadino. Tutto ciò che si annuncia facendo capolino e depositandosi sulla mappa costituisce il mondo di esperienze, esperimenti e quant’altro possiamo definire pratiche Post-it. Pratiche che non sono altro che l’espressione di una rinnovata vitalità della città.

Modalità Post-It è un dispositivo di funzionamento della città contemporanea. E’, in particolare, un dispositivo che riguarda le dinamiche della vita in pubblico, i comportamenti degli individui, le loro modalità di incontrarsi, stare insieme, aggregarsi, riconoscersi e distinguersi . 

Modalità Post-It ha una sua dimensione, quella del  “far da sé”, per usare le parole di Colin Ward, che è innanzitutto creativa, propositiva e autoriflessiva, che denuncia la necessità di un rapporto diretto con la città. Denunciare non vuole essere un fenomeno anarchico ma principalmente  rispondere ad una innovativa forma di socialità: quella di chi condivide gli stessi principi o spazi.

Modalità Post-It è, ulteriormente, una sorta di critica implicita alle strategie e agli strumenti con i quali le pratiche della progettazione architettonica e urbana operano sulla città contemporanea. Occupare uno spazio di nessuno, farlo temporaneamente e in modo ricorrente, risignificarlo all’interno di un gruppo, una collettività è un atteggiamento che prefigura una domanda di spazio differente.

Modalità Post-It è, quindi, un dispositivo di funzionamento della città contemporanea. E’, in particolare, un dispositivo che riguarda le dinamiche della vita in pubblico, i comportamenti degli individui, le loro modalità di utilizzare gli spazi, stare insieme, aggregarsi, riconoscersi e distinguersi in modo non tradizionale .

Obiettivo 

L’idea di creare un blog in rete, chiamandolo “modalitàpost.it” è un modo, dunque per entrare nel campo d’azione dei movimenti attivi nello spazio urbano contemporaneo; per acquisire e contribuire a produrre una conoscenza. Vorrei aggiungere che questo obiettivo mi è sembrato fondamentale per dare senso e avvio al mio Progetto. Direi che sondare le potenzialità virtuose dell’interattività è il concetto chiave del mio lavoro. E’ un modo per proseguire il lavoro che ho intrapreso: indagare la presenza di gruppi e movimenti attivi, i temi e i problemi che toccano, la costruzione di uno spazio di rappresentazione, emersione, riconoscimento e messa in rete degli svariati usi degli spazi metropolitani che fanno emergere. Il modo è stato quello di inventare un “macchinario” per dare voce e modo di segnalare, postare, pratiche vitali.

Perchè, e questo è un motivo di questa tesi, postare la città diventa un modo di riappropiarsene. 

Un macchinario, dunque, che risponda al desiderio di coordinarsi, cooperare, contaminarsi, che caratterizza la soggettività moltitudinaria, che abita, conflittualmente, la metropoli.